martedì 8 marzo 2011

Jane Monheit



Con lei il jazz vocale al femminile ha trovato un artista completa in grado di interessare un pubblico più vasto rispetto alla cerchia troppo selettiva degli appassionati del genere. Il jazz è tornato fra la gente con interpretazioni  soft, delicate in cui è facile "starci dietro". Lunghi capelli ondulati,  sguardo intenso  Jane Monheit è diventata in poco tempo uno dei talenti più tecnicamente preparati  emersi dalla scena jazz americana.

Jane Monheit, nasce nel 1977 a Long Island e cresce in una famiglia di musicisti. Fin da bambina ascolta musica classica, jazz, bluegrass e folk e studia clarinetto così come teoria musicale.Nel canto si ispira a grandi nomi del jazz quali Sarah Vaughan e Carmen McRae, ma è soprattutto Ella Fitzgerald ad influenzarla. Col tempo prende come esempi anche cantanti e band del suo tempo, tra cui Joni Mitchell, Take Six e i New York Voices.
A 20 anni partecipa ad una famosa competizione jazz del Thelonius Monk Institute. La giuria, composta tra gli altri da Dee Dee Bridgewater, Nnenna Freelon, Diana Krall e Dianne Reeves, viene colpita dalla fresca sicurezza, dalla calda voce e dai toni swing del suo canto.
L'ex manager di Diana Krall le fa firmare il suo primo contratto.  Il risultato è "Never Never Land" che entra subito nelle classifiche Billboard al n. 2 dietro Diana Krall, rimane nelle classifiche jazz per 70 settimane, conquista il primo posto nella lista dei bestseller di Amazon ed è premiato dalla "Jazz Journalist Association" come migliore album di debutto. Già allora, Ron Carter esprime la sua ammirazione per la giovanissima cantante con le parole: "Chiunque conosca una cantante migliore, mi telefoni".

 Il pubblico e la critica sono entusiasti della sua voce calda e dolce, della sua sicurezza di intonazione e della tecnica eccellente - molto apprezzate le sue interpretazioni di canzoni come "Over the Rainbow", "Waters of March" e "Blame It On My Mouth". E poi rimane sempre simpatica: "Sono tanto intelligente da capire che gran parte del successo lo devo alle persone con cui collaboro. Penso che il pubblico gradisce il fascino della musica e il mio tentativo di cantare le canzoni più belle che conosco in modo più sincero."

Nel settembre 2010 Jane Monheit ha pubblicato il suo nuovo album, HOME, un disco giocato su toni medi, molto jazz, sussurrato e swingante al tempo stesso. Il tutto grazie anche ad una sezione ritmica di tutto rispetto, nella miglior tradizione del crooning, forte delgli straordinari Frank Vignola e John Pizzarelli alle chitarre.



5 commenti:

  1. Leggo in ritardo il tuo post!!! Importante come sempre il tuo contributo alle grandi voci femminili della musica Jazz. Solo un piccolo rimprovero, perché fai passare tanto tempo tra un post e l'altro!!! Complimenti ancora Jazzy!

    RispondiElimina
  2. Ciao Paoletta,
    mi unisco al commento di Fabri ... per sollecitarti ad un maggior numero di post ! Se passi da me, c'è un premio per te !
    Bacioni
    Stefania

    RispondiElimina
  3. Entrambe le canzoni sono belle, ma la prima è persino sublime. Un'eccellente selezione, Jazzy.

    RispondiElimina
  4. Mino Macrobio18 marzo 2015 14:18

    Seguendo Diana Krall ho scoperto Jane Monheit! Fantastica

    RispondiElimina